
Un governo Socialista a guida Bettino Craxi non avrebbe mai ceduto alle pressioni guerrafondaie di Biden e della UE della von der Layen e di Macron, ma avrebbe rivendicato il diritto dell’Italia di essere una nazione Sovrana e Pacifista, così come avrebbe assunto una chiara posizione politica di condanna ferma e risolutiva verso il genocidio di Gaza perpetrato dal governo israeliano di Nethanyau. Craxi non avrebbe mai avuto alcuna paura di schierarsi dalla parte della popolazione palestinese martoriata e perseguitata, anche se ciò lo avrebbe esposto agli attacchi degli ambienti sionisti e filo sionisti di Washington e di Bruxelles.
Figurarsi se Craxi era persona da farsi convocare tanto facilmente, come un qualsiasi Stato satellite, alla Casa Bianca assieme ai mediocri leader europei della finta UE, seduti come degli scolaretti attorno alla cattedra del loro severo Professore, soltanto perché dovevano assolvere all’obbligo di rinnovare al presidente degli Stati Uniti, in diretta televisiva urbi et orbi, la loro incondizionata fedeltà alla “Pax americana” fatta di armi, dazi e velate minacce di ritorsione commerciale in caso di diniego. Craxi non lo aveva fatto con Ronald Reagan nel 1985 e non lo avrebbe fatto tantomeno con Donald Trump.
Bettino Craxi lo aveva detto in Parlamento che non giustificava il ricorso alla lotta armata che genera sempre altro sangue, ma nemmeno la condannava in toto se essa era dettata dalla disperazione di un popolo oppresso, perseguitato, derubato della propria terra e ingannato. Craxi presidente del Consiglio nel 2025 avrebbe certamente avuto parole di condanna per gli attacchi terroristici di Hamas ma non avrebbe agito politicamente con il paraocchi, basandosi sulla solita “vulgata” sionista -Americana, ma avrebbe analizzato i fatti e passato poi al setaccio i singoli elementi che avevano portato agli attacchi di Hamas del 7 ottobre di due anni fa.
Craxi, a differenza dei politici italiani che oggi ci governano o rappresentano, ma che non sanno nulla di diplomazia e di scenari geopolitici, era un esperto conoscitore di entrambi i popoli e avrebbe assunto una chiara posizione politica di condanna al ricorso alla violenza di Hamas e, allo stesso tempo, condannando in tutte le sedi opportune, la feroce repressione israeliana del governo Nethanyau, scegliendo di schierarsi dalla parte dei più deboli: i civili Palestinesi, le donne, i bambini e gli anziani e dalla parte di chi muore ogni giorno in nome della propria patria e della propria libertà calpestate con disprezzo e nell’indifferenza di tutta la comunità internazionale.
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